domenica, 11 novembre 2007,23:40

da www.identitario.org

Nelle ore successive al tragico evento che ha sconvolto l’Italia intera e che ha visto l’assurda morte di Gabriele Sandri, giovane tifoso laziale in trasferta verso Milano, ucciso da un colpo esploso da un agente di polizia nei pressi di un autogrill sull’autostrada A1 in prossimità di Arezzo, alcuni Dirigenti Nazionali di Azione Giovani hanno deciso di rilasciare alcune dichiarazioni unanimi in merito all’accaduto.
“Potrebbero essere davvero molte le cose da dire in questo momento, – dichiarano Alessandro Amorose (Massa), componente dell’Esecutivo Nazionale di AG, Daniele Caroleo (Crotone) e Simone Spiga (Cagliari), Dirigenti Nazionali di Azione Giovani – ma ci limitiamo, innanzitutto, ad esprimere il nostro più profondo cordoglio ai parenti del giovane tifoso laziale morto tragicamente questa mattina.  Di rimando, non possiamo, comunque, non sostenere che, a nostro parere, sarebbe stato più opportuno sospendere tutte le partite di campionato previste in data odierna, innanzitutto per rispetto nei confronti di Gabriele e, in seconda istanza, per evitare qualsiasi tipo di reazione da parte dell’intero mondo delle tifoserie organizzate. Non possiamo assolutamente tollerare che davanti ad una tragedia del genere sia prevalsa, ancora una volta, la tesi dello “spettacolo che deve andare avanti a tutti i costi”!”.

 

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martedì, 10 luglio 2007,08:48
da www.boys-san.it
La Nord va in vacanza fino alla Supercoppa

La Curva comunica che tutti i Gruppi facenti parte della Nord hanno concordato sull'iniziativa di DISERTARE tutti gli incontri amichevoli che sosterrà l'Inter nel corso dell'estate.

La Nord invita i Tifosi Interisti a disertare tutti gli incontri figli delle logiche commerciali a cui è legato il mondo del pallone e che fanno leva sugli affetti dei Tifosi col solo scopo di far audience ed incasso per le tv.

Il riferimento specifico è ai TORNEI FARSA che si terranno a Napoli e Milano rispettivamente l'8 ed il 14 agosto.

La Nord NON presenzierà in modo assoluto sia al trofeo moretti che al trofeo tim, due VERGOGNOSI modelli di calcio-business che nulla hanno a che vedere col Calcio Vero delle competizioni Agonistiche già di suo parecchio influenzato dagli "interessi economici".

E' profonda convinzione della Curva Nord che gli incontri amichevoli pre-campionato debbano servire a preparare gli incontri competitivi della stagione e gli "incroci" tra le potenziali dirette rivali servano solo a crear polemiche e tensioni anzi tempo in un momento in cui i media non troverebbero altri temi da trattare.

L'auspicio della Nord è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica a promuovere il ruolo che dovrebbero tornare a ricoprire le amichevoli che è quello d'un sereno percorso di preparazione al Calcio che Conta a beneficio d'un riavvicinamento del Calcio alle logice Sportive ed un allontanamento da quelle commerciali almeno nelle fasi extra competitive del Campionato.

Per le suddette ragioni la Curva Nord invita tutti gli Interisti a presenziare in massa a partire dal primo impegno agonistico della stagione ovvero la Finale di Supercoppa Italiana che si terrà allo Stadio Meazza a S.Siro domenica 19 agosto.

La Nord ricorda infine che le linee di condotta che verranno decise dalla Curva, saranno definite di volta in volta a seconda della situazione che presenterà il panorama repressivo vigente e che qualora la situazione che si è dovuta sopportare dai fatti di Catania in poi dovesse persistere rimane possibile l'eventualità dello scioglimento di tutti i Gruppi.
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martedì, 10 luglio 2007,08:46

da www.sportnews.it

Irriducibili. Lo dice la parola. Nemmeno nove mesi di carcere preventivo, e una singolare procedura di accanimento giudiziario sono riusciti a distruggere la fede biancoceleste dei quattro ragazzi coinvolti nell''inchiesta per presunta estorsione (caso Chinaglia) e minacce ai danni del patron della Lazio Claudio Lotito.

Da oggi anche Fabrizio Toffolo e Yuri Alviti potranno riabbracciare le proprie famiglie perche'' passati agli arresti domiciliari (come Paolo Arcivieri e Fabrizio Piscitelli). In attesa di un giudizio che non ha ancora visto l''inizio della fase processuale, i 4 capi dello storico gruppo Ultras targato Lazio rivedono la luce grazie a una decisione quanto meno consona, che chissa'' per quale strano motivo, tardava ad arrivare.

Il braccio di ferro e'' stato lungo ed estenuante: da una parte gli Irriducibili, tanti tifosi della Lazio, e rappresentanti di altre tifoserie (compresi quelli della Roma) che per solidarieta'' hanno sposato la causa dei 4 ragazzi. Dall''altra Lotito, i lotitiani e le autorita'' giudiziare. In attesa che gli organi competenti facciano luce su questa intricata e quanto contraddittoria vicenda (scontata una delle piu'' lunghe pene preventive in attesa di giudizio), la tifoseria biancoceleste torna a sorridere. Irriducibili, lo dice la parola.

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martedì, 19 giugno 2007,18:49

EVENTI: eletti i vertici della Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio.

“Venerdì, sabato e domenica 15,16,17 giugno u.s. si è svolta la Riunione F.I.S.S.C. (Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio) con i suoi numerosi Coordinamenti delle squadre di calcio di tutta Italia presso il Centro Sportivo di Coverciano - Firenze.

La riunione ha evidenziato con un dibattito serrato le problematiche inerenti il difficile momento del pianeta-calcio e le immense difficoltà conseguenti derivate e subite fortemente da tutto il tifo organizzato, ma anche dagli sportivi che desiderano semplicemente recarsi allo stadio per gustarsi lo spettacolo di una partita di football. Il forte calo degli spettatori ne è un sintomo evidente.

La F.I.S.S.C. si è così prefissa l’obiettivo di essere un interlocutore competente presso le Istituzioni che governano il Calcio, per far si che gli stadi si riempiano nuovamente con interventi adeguati a riguardo delle norme vigenti e per ottenere ancora più adesioni da parte di altri Coordinamenti dei tifosi organizzati sparsi in tutta Italia dalla massima serie A alla C2, e ad una unità maggiore di intenti con tutte le altre componenti del tifo organizzato.

Infine sono stati eletti i nuovi quadri Dirigenti della F.I.S.S.C. Il Presidente ed i due Vice-Presidenti”

Vi ringraziamo per la preziosa collaborazione e Vi salutiamo con grande cordialità.

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martedì, 12 giugno 2007,12:31

da www.brescia1911curvanord.net

Illustrissimo ministro Melandri

siamo i Ragazzi della Curva Nord Brescia 1911, un gruppo Ultras presente sul territorio bresciano da una decina d’anni.

Lo spunto che ci ha portato a scriverLe è la notizia dell’annullamento dell’ordine di arresto per omicidio del ragazzo diciassettenne, accusato della morte dell’Ispettore Filippo Raciti nella tragica notte di Catania del 2 febbraio 2007.

Una notizia passata in secondo piano (soprattutto se si considera il clamore suscitato dalla voce dell’arresto del ragazzo) e che ha quasi fatto gridare allo scandalo.

Molti infatti, travolti e confusi da un’ondata moralista con pochi precedenti in Italia, si auspicavano che venissero confermati i sospetti riguardo al presunto omicidio e che il ragazzino pagasse senza sconti di pena.

Fino ad oggi a nulla erano serviti i tentativi e gli appelli dell’avvocato difensore che, con molta tenacia e fermezza, tentava di far riflettere la coscienza nazionale portando alla luce, una dopo l’altra, prove inconfutabili che hanno dimostrato finalmente la verità.

Quella verità oscurata da una voglia di giustizia che, pur legittima, si è trasformata in un tentativo di vendetta perpetrato sulla pelle di un minorenne di Catania e sull’intero mondo del tifo organizzato.



Premettiamo che non è nostra intenzione, con questa lettera, sminuire o peggio ancora cancellare quanto è successo a Catania, e nemmeno offendere la memoria di Raciti o la sua famiglia, alla quale siamo ancora moralmente vicini. Questo perché, per quanto ci riguarda, il rispetto per la vita è, unitamente a quello per i diritti umani, uno dei valori fondamentali per i quali ci siamo sempre battuti.

Inoltre, pur avendo una discreta esperienza riguardo ai processi ed alle facili sentenze che colpiscono sempre più spesso e sempre più deliberatamente il mondo Ultras, non faremo congetture e non tireremo conclusioni sommarie, considerando oltretutto che è in pieno corso un’indagine della magistratura; ci sforzeremo poi di non rifare il verso a coloro che fino ad oggi avevano data per scontata la colpevolezza del ragazzo minorenne incarcerato da quattro mesi, evitando così inutili supposizioni, accuse e sospetti.



Eviteremo tutto questo e molto altro ancora, ma ciò che soprattutto non faremo, sarà d’ignorare quest’importante verità che scagiona anche il nostro mondo da una delle accuse più infamanti e false: quella di essere degli sporchi assassini.

Senza dubbio, la morte di Filippo Raciti è stata la conseguenza, seppur indiretta, della guerriglia scatenatasi a Catania quella sera (per ragioni ai più ancora sconosciute) e per questo non vanno dimenticate certe responsabilità; ma ciò che conta, ovviamente dal punto di vista strettamente giuridico, è che ad uccidere Filippo Raciti non sia stato un Ultras.

Una morte fra l’altro che doveva e poteva essere evitata, se solo si fosse affrontato il problema dell’ordine pubblico all’interno degli stadi per tempo ed in modo completamente diverso da quello utilizzato negli ultimi vent’anni.

Infatti, se nessuno dotato di un po’ di coscienza può mettere in dubbio la violenza scaturita quella sera, molti potrebbero però obiettare sui metodi repressivi impiegati fino ad oggi nei confronti di tutti i tifosi organizzati; sistemi che vanno ben al di là della costituzione civile. Giusto per la cronaca, sono appunto vent’anni che si sfornano e si applicano sommariamente leggi speciali ad hoc talmente anticostituzionali che non hanno fatto altro che aumentare la rabbia, la tensione e la voglia di vendetta fra polizia e tifosi.



Illustrissimo ministro, perdoni la nostra franchezza, ma sebbene con questo non si voglia assolutamente giustificare la morte di un uomo, vogliamo dirLe che siamo stanchi di sentire certi discorsi ipocriti fatti da persone che non si sono certo dimostrate migliori di noi e di vedere il nostro mondo martoriato e strumentalizzato dalle stesse che, evidentemente, conoscono a mala pena certe croniche mancanze. Per questo, dopo quattro mesi, Le scriviamo.



Principalmente per invitarLa a riflettere sull’inutilità e sulla pericolosità di certe scelte che ci è sembrato siano state influenzate più che altro dal bombardamento mediatico derivato dall’emotività e dall’allarmismo creati, non a caso, da certa stampa.

Sconvolgimenti emotivi che hanno portato all’ennesima caccia alle streghe ed alla conseguente e definitiva criminalizzazione del mondo Ultras, descritto ormai come fosse un grave tumore da estirpare nel più breve tempo possibile.



Non ci fraintenda, quello che noi Le raccontiamo non è un atto d’accusa o, peggio ancora, una patetica richiesta di perdono o qualsivoglia privilegio, bensì l’umile e forse ultimo tentativo di analizzare tutto ciò che è seguito a quella notte. Un difficile sforzo che ha come scopo quello di far restituire al nostro mondo quantomeno quel briciolo di dignità che ci spetta e che ci è stata sommariamente ed arbitrariamente tolta, grazie anche e principalmente alla gogna mediatica attivata senza ritegno approfittando oltretutto della confusione generale.

Un impegno che vorrebbe soprattutto evitare nuove tragedie umane.

Per questo, dopo quattro mesi, domenica torneremo a cantare e a far sentire la nostra voce chiedendo come sempre Giustizia, Verità e soprattutto Rispetto.



Probabilmente Lei non potrà ricordare, ma due giorni dopo la notte di Catania, prima dell’emanazione del nuovo decreto super-repressivo (esattamente la domenica, in pieno periodo di “caccia alle streghe”, quando ogni giornale, tg, trasmissione sportiva e non, gettava fango senza nemmeno tentare alcuna distinzione sul movimento Ultras, individuato erroneamente e con molta leggerezza come somma emergenza criminosa della società italiana), il nostro gruppo decise all’unanimità di fermarsi, A TEMPO INDETERMINATO, per riflettere, per rispettare in qualche modo la sacralità della vita umana, per dare la possibilità alla magistratura di fare il proprio lavoro serenamente e nel minor tempo possibile (visto che in ballo non c’erano solo la verità e la giustizia, bensì il futuro di centinaia di giovani ragazzi, la tifoseria di un’intera città e, soprattutto, il destino del mondo Ultras), per avere il tempo di individuare con sangue freddo e raziocinio delle soluzioni al problema stadio, per una seria e doverosa autocritica, perché da tempo non sussistevano più le condizioni, in termini di serenità e sicurezza, per andare in trasferta e, per ultimo ma non per questo meno importante, per dimostrare che la maggior parte dei tifosi organizzati non vivono lucrando spudoratamente sulla pelle dei tifosi “veri” o, peggio ancora, estorcendo denaro alle società!



Comunicammo questo concetto in una riunione aperta a tutti fra l’altro molto affollata, sia per quanto riguarda la stampa che l’opinione pubblica stessa, segno tangibile questo del fatto che comunque e nonostante tutto non ci sono solo pregiudizi negativi nei confronti degli Ultras.

Lo facemmo oltretutto mostrando senza paura i nostri volti (non avevamo e non abbiamo niente da nascondere, convinti di portare da sempre allo stadio ideali positivi e fondamentali, seppur con difficoltà sempre maggiori), chiedendo che insieme a noi si fermassero tutti, non per una simbolica e inutile giornata, bensì per tutto il tempo che fosse stato necessario per trovare rimedi davvero validi e soprattutto EQUI.



Rimedi che solo attraverso il dialogo ed il confronto con tutte le parti in causa (Ultras in primis, ovviamente!!!) potrebbero rivelarsi finalmente efficaci. Questo naturalmente a patto che il dialogo sia costruttivo, sincero, senza barriere sociali, senza etichettature e, soprattutto, senza dietrologie; un dialogo fatto fra uomini veri e leali.



Ci siamo accorti ben presto però che il nostro “grido” risultava sordo alle orecchie che avrebbero dovuto raccoglierlo (del resto non era la prima volta che lo esternavamo), che la costernazione e lo sconforto per la perdita di una vita umana venivano accantonate in favore della necessità di ripartire in fretta, a qualunque costo, “perché il campionato non si può sospendere, gli interessi sono tanti e la vita continua”!?! (paradossale visto che fino a pochi giorni dopo la morte di Raciti tutti, sottolineiamo tutti, oltre che ad auspicare uno stop clamoroso e senza precedenti di tutto il sistema calcio, ostentavano disprezzo e sentenze sommarie volti a criminalizzare una parte del mondo del calcio, ovviamente la nostra).



Si ripartì quindi senza di noi. Pochi stadi chiusi, molta desolazione e tantissima propaganda moralizzatrice: questo lo scenario.

Fu approvata una legge tanto frettolosa e lacunosa e incostituzionalmente repressiva, quanto inutile e confusionaria (lo prova il fatto che certe situazioni si siano ripetute, nonostante tutto, in modo costante, banale e pericoloso e che la stessa legge sia stata applicata sconsideratamente ed in modo ancor più discrezionale, questo ovviamente a seconda del caso, della questura oppure degli interessi in ballo).



Nel frattempo, a Catania nessuno si era preoccupato di attendere quantomeno che fosse fatta chiarezza sui fatti e un ragazzino minorenne fu dato in pasto all’opinione pubblica, condannato ancor prima della conclusione delle indagini sulla base di ipotesi e congetture senza alcun supporto probante (oltretutto non dimentichiamo che questo ragazzo, oggi finalmente scagionato dalla pesante accusa di omicidio, ha comunque già scontato una pena durissima e sproporzionata rispetto alle sue presunte responsabilità e che, probabilmente, resterà segnato e condizionato per tutto il resto della sua vita).



Precisiamo che durante questa lunga fase che ci ha visti spettatori inermi e che noi amiamo definirla di riflessione, il nostro impegno è stato interamente concentrato al di fuori della curva, nel difficile tentativo di contro-informare l’opinione pubblica, portando alla luce quei nobili valori appartenenti al nostro spirito Ultras e sottolineando l’ingiustizia nonché l’inutilità della repressione.

Questo ovviamente senza fare dell’inutile vittimismo e senza dimenticare mai le responsabilità oggettive che riguardano il nostro mondo; un mondo che non sarà probabilmente un paesaggio idilliaco, ma nemmeno una bolgia dantesca (sicuramente non è mai stata una zona franca come qualcuno sostiene, anche perché chi sbaglia paga, sempre e pesantemente!).



Naturalmente, coerenti con la nostra linea, non abbiamo ripreso a tifare, né tanto meno ad affrontare la trasferte.

Ci siamo “limitati” ad aprirci alla gente comune attraverso varie iniziative, come ad esempio la nostra festa, che vede la partecipazione di decine di migliaia di persone (in primis famiglie e bambini!! particolare curioso quando, in ogni dove, si sente dire che sono proprio gli Ultras ad allontanare i bambini dallo stadio!!!); attraverso gli incontri con i giovani nelle scuole, attraverso il dialogo con i rappresentanti delle Istituzioni che hanno accettato di confrontarsi lealmente e costruttivamente con noi (per quanto ci riguarda, ribadiamo che quello del confronto basato sulla lealtà e sul rispetto è l’unica soluzione possibile ed auspicabile per fare maturare non solamente il mondo Ultras, ma l’intera società che, ci sembra, abbia molti più problemi di quanto si voglia far credere ai cittadini).



Abbiamo discusso in ogni forma, sempre con la consapevolezza che gran parte della responsabilità di questo difficile momento storico vada imputata agli errori commessi dai gruppi organizzati, ma non solo, visto che abbiamo potuto provare sulla nostra pelle molti eccessi ed abusi non riconducibili ai soli Ultras (per questo Le consigliamo di ascoltare con molta attenzione quanto vissuto da migliaia di tifosi in situazioni che definiremmo, usando un eufemismo, paradossali rispetto a quello che spesso viene raccontato).



Durante queste discussioni e questi incontri abbiamo riscontrato il profondo rispetto che molte persone provano nei nostri confronti; rispetto che oltre a darci la forza di ricominciare dimostra ancora una volta il valore positivo di una realtà sociale ed aggregativa come la nostra che rimanda decisamente al mondo Ultras.



Illustrissimo ministro, noi siamo consapevoli dei nostri limiti e ci sforziamo costantemente di migliorare la nostra condotta che però, le piaccia o meno, non sarà mai quella di certi santi blasonati che qualcuno vuole imporci (anche perché, non lo dimentichi, siamo dei comunissimi mortali, prigionieri di una fede e dotati di una grande passione).

Eppure, nonostante tutto, ci sforziamo ancora di trasmettere in qualche maniera ai ragazzi più giovani sentimenti positivi e valori fondamentali quali Amicizia, rispetto, lealtà, solidarietà, obbligandoli magari a riflettere sulle conseguenze di certe azioni devastanti.

Per questo siamo anche coscienti della responsabilità che deriva da ogni nostro gesto e ribadiamo, quando ci è possibile, l’importanza sociale che riveste il nostro gruppo all’interno del tessuto sociale della nostra splendida città.

Per questo non molleremo mai!



Illustrissimo ministro, per concludere, vogliamo dirLe che noi, come tanti altri tifosi, dopo la morte di Raciti ci siamo fermati a riflettere convinti di avere avuto delle responsabilità in quello che è successo a Catania. Ci siamo messi in discussione, come del resto abbiamo messo in discussione la nostra storia e soprattutto la nostra coscienza, alla ricerca di nuove motivazioni e nuovi stimoli oltre che d’eventuali responsabilità.



Purtroppo, dopo quattro mesi di attacchi mediatici; dopo una legge che a Brescia ed in molte altre città vieta non solo le magliette o le sciarpe del gruppo, ma perfino le magliette recanti un articolo della Costituzione Italiana (sulla libertà di espressione) che Lei come tanti altri dovrebbe invece difendere; dopo che gran parte della Nazione ha di fatto condannato per sommi capi, prima ancora della sentenza, un ragazzo minorenne per un reato gravissimo; dopo che gli stadi sono diventati “fortini inespugnabili” per tutti, in particolare per i tifosi più moderati; dopo che i fatti di teppismo e slealtà (incompatibili con la nostra Mentalità) non sono per nulla calati...



DOPO TUTTO QUESTO!, veniamo a sapere che ad uccidere l’ispettore Raciti non è stato un Ultras e che probabilmente non si tratta nemmeno d’omicidio, ma verosimilmente di un incidente avvenuto con un mezzo della Polizia stessa, sebbene nessuno abbia il coraggio di ammetterlo (di fronte alla morte di un poliziotto, questo piccolo particolare probabilmente per Lei non sarà poi così importante e sicuramente non alleggerisce determinate responsabilità, come del resto non risolve il problema che sta alla base e che andrebbe affrontato diversamente allo scopo di evitare ulteriori tragedie; ma per coloro che da un giorno all’altro si sono riscoperti agli occhi della gente nelle vesti di vili assassini, tutto ciò è determinante e cambia radicalmente il nostro punto di vista. Questo lo diciamo ovviamente senza generalizzare, senza fare dell’inutile vittimismo e senza volere soprattutto strumentalizzare la morte di un uomo e la vita di un ragazzino).



Illustrissimo ministro, tutti questi nuovi sviluppi non fanno altro che surrogare quanto detto in precedenza, con particolare attenzione ad alcuni concetti:

-il tipo di ruolo e d’utilizzo delle forze dell’ordine allo stadio andrebbe completamente rivisto, perché, ad oggi, non è riuscito a garantire la sicurezza generale ma, al contrario, è stato spesso focolaio di tensioni inutili e pericolose.

-la scelta di utilizzare metodi repressivi ed anticostituzionali va rivista, perché, ad oggi, ha fallito profondamente.

-il dialogo tra ogni componente del mondo-stadio (tifosi compresi) deve diventare lo strumento principale per migliorare una situazione che dai fatti di Catania ad oggi non è affatto migliorata, ma se possibile addirittura peggiorata, sebbene non si dia più risalto a certe situazioni.

-il rispetto e la lealtà, non il “buonismo” o certe logiche di… potere, devono essere alla base d’ogni scelta.

-le Libertà fondamentali non vanno mai violate, nemmeno nei contesti più “scomodi” e paradossali come il nostro.

-ecc.



Solo attraverso questo nuovo percorso il mondo Ultras, il nostro mondo, potrà fare il tanto sperato salto di “qualità”, recuperando nel frattempo quella Dignità cancellata con superficialità e leggerezza da tutto ciò che è stato detto, scritto e purtroppo fatto in questi mesi (sappia che, per quanto ci riguarda, l’uomo è poca cosa senza la propria Dignità).

Una Dignità che non deve risultare una generosa concessione o peggio ancora una travagliata conquista, ma un diritto naturale e sacrosanto, proprio come il diritto di vivere o la libertà d’espressione che oggi, purtroppo, per molti di noi è diventata un’utopia.

Una Dignità che rivogliamo con tutta l’anima.

Una Dignità che ci riprenderemo, anche perché sarebbe veramente difficile per noi sopportare un’altra tragedia come quella di Catania.

Illustrissimo ministro, rivogliamo la nostra Dignità!



Brescia 1911 Curva nord


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domenica, 27 maggio 2007,23:35

Roma, 25 mag - "E' improbabile che i tifosi della Lazio sarebbero favorevoli se la loro squadra andasse a giocare 'fuori comune', dal momento che la loro storia è nata nel cuore della Capitale. Appare inspiegabile il dietrofront dell'amministrazione sul Flaminio, dopo tanti studi promossi ed effettuati dall'assessore Morassut e presentati pubblicamente anche in Campidoglio. E' assurdo che la questione non sia stata mai sottoposta alle sedi istituzionali competenti, in primo luogo la Commissione Sport e la Commissione Urbanistica. Ed è piuttosto ipocrita considerare come fa Veltroni un 'problema etico' realizzare un terzo stadio in città e poi sostenerne la costruzione a pochi passi da Roma". Lo affermano in una nota Marco Marsilio, capogruppo di An in Campidoglio e Alessandro Cochi, vicepresidente Commissione comunale Sport.

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domenica, 27 maggio 2007,23:17

Si rinnova, per il quarto anno consecutivo, l'iniziativa del gruppo Ultras blucerchiato.

Sono stati mesi, momenti duri per loro. Il decreto anti-violenza, le restrizioni, le rinunce obbligate a sventolare bandieroni, a schierarsi dietro uno striscione che ha fatto la storia del tifo italiano. Non senza dispiaceri e difficoltà, sono andati comunque avanti per la propria strada, quella di sempre, quella dell'amore, del sostegno incondizionato all'U.C. Sampdoria. E, anche quest'anno, per la quarta volta consecutiva, gli Ultras Tito Cucchiaroni faranno festa. La organizzeranno al Forte Sperone, al Righi, l'1 e il 2 giugno 2007. L'apertura degli stand gastronomici è fissata per venerdì 1 giugno alle ore 17, a seguire un dibattito sul mondo ultras e musica non stop fino all'alba.

Il giorno seguente sarà invece la volta della “Festa della Repubblica blucerchiata” con la novità dell'intrattenimento per i più piccoli ad opera dell'associazione Acuma Onlus (il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza), apertura straordinaria degli stand a partire dalle ore 12 e tributo a Rino Gaetano con la band Operai della Fiat 1100. Insomma una due giorni di giochi, musica, cibo, birra, vino e ovviamente Sampdoria, da vivere con passione ed il solito, immancabile, entusiasmo tutto blucerchiato.
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mercoledì, 16 maggio 2007,13:19

da NOVOPRESS

In memoria di Sébastien Deyzieu e di Julien Quemener e con la partecipazione di diverse organizzazioni patriote di Lione, una trentina di militanti si sono riuniti la sera del 9 maggio u.s. nel centro-citta’ per onorare Sébastien e Julien.
Dopo un breve discorso teso a ricordare le circostanze della perdita ed il silenzio mediatico che ha circondato soprattutto la morte di Sébastien Deyzieu, e’ stato osservato un minuto di silenzio a seguito del quale sono stati intonati canti di resistenza grazie all’ausilio della “La Ligue Noire“.

Tale incontro prova che, a dispetto di diverse iseologie che a volte ci separano, la gioventu’ lionese ha saputo riunirsi sotto gli stendardi della sua citta’. Nonostante un’organizzazione all’ultimo minuto, la serata e’ perfettamente riuscita e si spera possano seguire altri momenti di incontro.

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mercoledì, 16 maggio 2007,13:16

Circa sette mesi di carcere preventivo in attesa che un processo faccia luce su una vicenda che, da qualsiasi lato voglia essere letta, è stata già “giudicata” prima del suo iter processuale. Per noi, ovviamente, per noi che conosciamo i fatti, questi ragazzi sono innocenti. La gente è in attesa di apprendere la verità. L’informazione ha, intanto, già espresso un giudizio di colpevolezza celato da un silenzio che urla sdegno in tutti noi, mentre i ragazzi e le loro famiglie stanno già scontando una pena durissima. Per rompere il muro del silenzio si è svolta “la Partita per la Libertà“, Giovedì 10 maggio 2007 presso il campo sportivo “Il Trifoglio” di via Tor di Quinto promossa dal comitato “Giustizia e Libertà” insieme all’associazione “Nati per lottare, Onlus”, che è stato un sentitissimo derby tra tifosi doc, comunicatori, conduttori, politici, volti noti e vecchie glorie di Lazio e Roma che hanno avuto modo anche di scherzare ma solo dopo essersi soffermati sul significato della partita stessa. Un grazie soprattutto ai tantissimi spettatori e a chi per l’ ennesima volta ci ha messo nuovamente e volutamente la faccia. Con un chiaro messaggio: Liberateli !

 

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venerdì, 11 maggio 2007,16:58

In occasione della partita tra il Palermo e Siena, in programma il prossimo 20 Maggio, la tifoseria del Palermo, capeggiati da Sesto Terrazzini, leader storico dei Warriors Ultras Palermo, distribuiranno gli adesivi realizzati da Identitario contro le nuove norme sulla sicurezza degli stadi. L'iniziativa verrà svolta in collaborazione con Michele Tortorici, dirigente giovanile di Alleanza Nazionale vicino al Sen. Francesco Storace.

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mercoledì, 09 maggio 2007,01:00

Il Catania disputerà gli ultimi due incontri casalinghi del campionato di serie A in campo neutro ma a porte aperte. La Camera di Conciliazione e Arbitrato del Coni ha quindi parzialmente accolto il ricorso del Catania Calcio contro la sentenza che lo obbligava a giocare in campo neutro e a porte chiuse.

Secondo l'accordo stilato tra la Figc e la societa' etnea quindi «il Catania accetta in via definitiva la sanzione della squalifica del campo Massimino di Catania fino al 30 giugno 2007 e dell’ammenda di 20mila euro» e rinuncia «a qualsiasi pretesa risarcitoria avanzata dinanzi al Tar nei confronti della Figc».

Resta inteso che lo svolgimento delle due partite del Catania a porte aperte contro Milan (13 maggio) e Chievo (27 maggio) è legata ad ogni eventuale «diversa determinazione che fosse disposta dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive».

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martedì, 08 maggio 2007,14:42

da www.ultrasascoli.altervista.org

Presso il Parlamento Europeo esiste una Commissione per Libertà civili, giustizia, ed affari interni. Di questa Commissione fanno parte, tra gli altri, una nutrita schiera di Parlamentari Europei ITALIANI, che sono stati mandati a Strasburgo a rappresentare NOI CITTADINI (si perchè, che piaccia o no, anche gli Ultras sono Cittadini...). Io mi sono preso la non indifferente briga di trovare nomi ed indirizzi e-mail non solo dei NOSTRI rappresentanti in seno a questa commissione, ma anche di diverse organizzazioni internazionali che hanno come scopo la protezione delle libertà civili. Inoltre, ho anche redatto un testo da inviare agli indirizzi in questione per chiedere ai NOSTRI rappresentanti di fare il loro dovere ed alle organizzazioni internazionali di vegliare perchè ció accada. A voi chiedo tre cose:

Leggetevi il testo;
se lo condividete, mandatelo via email, con la vostra firma e città, a tutti gli indirizzi che mi sono fatto un culo cosí per trovare.
mandatelo anche a tutti gli indirizzi email che avete in rubrica con la richiesta di fare la stessa cosa (catena di Sant'Antonio docet...).
Questa iniziativa ha una qualche speranziella di sortire un qualche effetto solo se siamo veramente in tanti a scrivere ma ha anche il grande pregio di non potere essere strumentalizzata.

Ecco il frutto di cotanto lavoro:


C.A On. Giusto Catania,
giusto.catania@europarl.europa.eu

On. Roberta Angelilli,
roberta.angelilli@europarl.europa.eu

On. Mario Borghezio, mario.borghezio@europarl.europa.eu 

On .Giuseppe Castiglione,
giuseppe.castiglione@europarl.europa.eu

On. Lilli Gruber,
lilli.gruber@europarl.europa.eu

On. Raffaele Lombardo,
raffaele.lombardo@provincia.ct.it 

On. Luciana Sbarbati,
luciana.sbarbati@europarl.europa.eu 

E p.c. Statewatch,
office@statewatch.org 

European Civil Liberties Network,
info@ecln.org 

European Association protection of Human Rights (AEDH),
fidh_ae@yahoo.fr 

Ecco il suggerimento sul testo della prima mail da mandare a questi "signori":

Caro/a Onorevole,

Le scrivo in qualità di Cittadino Italiano e di Elettore per sollecitare un Suo intervento in seno alla Commissione del Parlamento Europeo per Libertà civili, giustizia e affari interni di cui Lei è membro, in merito del cosiddetto decreto contro la violenza negli stadi (Ddl Cdm 7.2.2007) approvato nel Consiglio dei Ministri del governo Italiano mercoledì 7 febbraio 2007.

Mi riferisco soprattutto ad aberrazioni giuridiche, chiaramente in violazione dei piú basilari diritti civili, quali la c.d. “flagranza differita di 48 ore”, o la limitazione alla libertà personale imposta ai cittadini sottoposti ai c.d. “provvedimenti DASPO” applicati dal Questore SENZA IL VAGLIO DI UN MAGISTRATO ( a parte la convalida pro-forma senza possibilità di difesa)., o, ancora peggio il c.d. “DASPO preventivo” comportante la limitazione alla libertà personale di Cittadini in base al mero sospetto che possano, eventualmente, nel futuro, violare le disposizioni di cui sopra, il tutto senza neanche passare attraverso la garanzia del vaglio del Magistrato (si veda ad esempio l'art. 13 e 27 2° comma Costituzione); insomma uno strumento intimidatorio che può basarsi anche sulla sola "antipatia"...

Persino la la famosa testata USA progressista Harper's Magazine il 13 febbraio sulla sua newsletter online è arrivata a parlare di Clima FASCISTA in Italia a seguito dei provvedimenti governativi per bandire i tifosi (testuale, A “fascist climate” settled over parts of Italy as soccer fans were banned from local stadiums.)

Da Lei, eletto/a per rappresentarmi presso il Parlamento Europeo, io Cittadino, mi aspetto di essere adeguatamente rappresentato e difeso. Le rinnovo quindi l’invito ad intervenire al piú presto per condannare in tutte le sedi opportune la natura liberticida di molti degli articoli del decreto in questione.

La informo altresí, che questa comunicazione viene inviata per conoscenza ed eventuale intervento anche alle sopra citate organizzazioni internazionali che hanno come scopo la protezione delle libertà civili.

Le posso assicurare che continueró a monitorare la sua attività in seno alla commissione di cui fa parte.

Cordiali Saluti, [vostro nome]


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Giusto Catania, si proprio lui, il paffuto europarlamentare a cui abbiamo inviato centinaia di email e al quale abbiamo pure dedicato un post con tanto di foto ha presentato una interpellanza presso la Commissione della Unione Europea, in cui, riferendosi ai recenti provvedimenti presi nel nostro Paese nei confronti dei Cittadini Ultras tra le altre cose parla di:



"violazione degli articoli 10 e 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue e degli articoli 9 e 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo".

L'on. Catania, nel corso di una conferenza stampa ha poi dichiarato che la flagranza di reato differita è dal punto di vista "giuridico" inaccettabile.

Non ho certo la presunzione che tutto ció sia una conseguenza della nostra Iniziativa a Salvaguardia Ultras, ma un fatto è certo: i contenuti del suo intervento almeno in parte riprendono il testo della lettera che abbiamo mandato a lui ed ai suoi colleghi. Se vi ricordate, quando parlavamo di flagranza differita, nella nostra lettera appunto dicevamo:


"Mi riferisco soprattutto ad aberrazioni giuridiche, chiaramente in violazione dei piú basilari diritti civili, quali la c.d. “flagranza differita di 48 ore”...
Il concetto mi pare molto simile a quello espresso da Giusto catania in conferenza stampa, o no?

A questo punto, mi pare ovvio che BISOGNA MANTENERE ALTA LA PRESSIONE! Nonostante una notizia come questa sia stata passata sotto silenzio dalla maggior parte dei pennivendoli nostrani ci sono due cose che DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE FARE.

In primo luogo, questa notizia va assolutamente diffusa ai quattro venti. I pennivendoli non ne parlano? LO FACCIAMO NOI!

Pertanto, vi invito caldamente a fare un bel copia incolla di questo post o del link a questo post e mandarlo a tutti i vostri contatti con preghiera di inoltro.

In secondo luogo, vi prego di dare seguito a questa cosa inviando una nota a Giusto Catania ai suoi indirizzi email: giustocatania@libero.it e/o giusto.catania@europarl.europa.eu

Se non trovate le parole ecco una bozza che potete utilizzare:


Caro On. Catania,

Le scrivo due brevi righe per ringraziarLa per avere dato seguito alla mia esortazione ad intervenire al piú presto per condannare in tutte le sedi opportune la natura liberticida di molti degli articoli del decreto contro la violenza negli stadi del 7 febbraio 2007.
Ho letto con soddisfazione della Sua Interpellanza presso la UE del 28 Marzo e della successiva conferenza stampa. Nel ringraziarLa, La esorto caldamente a continuare La sua battaglia a difesa dei Diritti dei Cittadini.

Cordiali Saluti, [vostro nome]



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PROVIAMO A SALVARE NOI STESSI: DECRETO ULTRAS!!! ANCHE IL TUO AIUTO E' IMPORTANTE!


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venerdì, 04 maggio 2007,11:45

da www.cittàceleste.it

La Partita per la Libertà": è questo il nome della manifestazione che si svolgerà per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'arresto dei tifosi biancocelesti, in stato di custodia cautelare da circa sei mesi ed ancora in attesa di giudizio. Il derby, che vedrà confrontarsi tifosi, ex calciatori, comunicatori, giornalisti e volti noti della Lazio e della Roma, si svolgerà giovedì 10 maggio 2007, ore 20.30, presso il campo sportivo "Il Trifoglio" (viale Tor di Quinto 57/a, vicino al Poligono di tiro) ed è organizzato dal Comitato "Giustizia e Libertà" insieme all'Associazione "Nati per lottare-Onlus". L'elenco di quanti hanno già aderito è sostanzioso, ma siamo sicuri che si amplierà nei prossimi giorni…: Daniele Lo Monaco, Tiziano Riccardi, Paolo Marcacci de Il Romanista, Daniele Magliocchetti de l'Ansa, Max Leggeri, Stefano Petrucci e David Rossi di Rete Sport, Fabrizio Marchetti, Emanuele Baiocchini e Luigi Salomone de Il Tempo, Giulio Cardone di La Repubblica, Pietro Pasquetti insieme al figlio, Andrea Pesciarelli, Gabriele La Porta e Fidel Mbanga Bauna della Rai, Mauro Cedrone, Cristiano Sala, Paolo Bonelli, Giuliano De Matteis, Alessandro Zappulla, Ennio Abbondanza, Federico Vespa, Alberto Mandolesi, Vanni Maddalon e David Gramiccioli di Radio Spazio Aperto, Giulio Galasso e Lamberto Giorgi di Tr56, Paoli di Leggo, Sestili di Radio Roma, Stefano Orsini, Gabriele Di Bari e Roberto Renga de Il Messaggero, Sabrina Villa di Rete Sole, Fernando Giuli e Carmine Basile di Laziali.info, Gianni Valenza, Fabio Valenza e Alice Cetorelli di Supernova, Emanuele Artibani di Radio Stereo Sport, Francesca Turco, Simone Pieretti e Luciano Prece di Radio Incontro, Gigi Colantuoni, Fabio Stefanelli, Franco e Giorgio Capodaglio, Sandro e Mauro il Mister, Stefano Carletti, Massimiliano Baldoni, Peppone e Fabio Boccanera di Radio Flash, Guido De Angelis, Giorgio Cacialli e Paolo Colantoni di Tele Radio Stereo Sport, Maurizio Biscardi del Processo Gold 7, Samantha Trancanelli di Rete Oro, Zarina Chiarenza di Televisa, Stefano Pantano, Alessio Buzzanca, Marco Anselmi, Gianluca Tirone ed Alessio di Radio Sei, Michele Plastino, Sandro Di Loreto, Marcello Micci, Pato e Marco Cimmino di T9. Con loro, tanti altri nomi di volti noti, giornalisti, tifosi, calciatori come Paolo Di Canio, Vincenzo D'Amico, Paolo Consorti Fase 4, Stefano Calvagna, Massimo Bonetti, Pino Insegno, Roberto Ciufoli, Carlo Zampa, Massimo Balzi (Presidente del Comitato Aurora), Luciano Tripodi (Associazione "Contro il Cancro con Amore"), Massimo Piscedda, Ernesto Calisti, Stefano Impallomeni, Stefano Re Cecconi, Alberto Faccini, Felice Pulici, Volfango Patarca, gli Onorevoli Antonio Buonfiglio, Giulio Pelonzi e Alessandro Cochi (Laziali in Campidoglio), Pino Capua, la S.S. Lazio Calcio Femminile (Presidentessa Elisabetta Cortani), Cristiano Bergodi, Roberto Torretta, Ascanio Pacelli, Piero Strabioni (autore del libro "Calcio Romanus Sum"), Alfredo Parisi, Fabio Poli, Fabio Argentini, Giovanni Bertini, Marco Conidi, Francesco Scarcelli.

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giovedì, 03 maggio 2007,14:12

tratto da Repubblica

...A Roma l'autore dello striscione ironico "Mi si è rotto il fax.." è stato diffidato dalla questura: tre anni di Daspo. Tre anni senza stadio. Davvero eccessivo. Voleva solo manifestare il suo dissenso per le lungaggini burocratriche necessarie per "cercare" di portare uno striscione in uno stadio. Pensiero peraltro comune ai molti tifosi. Ma nei suoi confronti sì che è stato usato il pugno duro. Sarebbe meglio usarlo nei confronti dei violenti veri...

Intanto è stata lanciata una petizione online per chiedere l'annullamento di questo provvedimento. Per aderire alla petizione clicca qui.

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lunedì, 30 aprile 2007,15:32

Abbiamo notato che il nostro blog, nonostante non sia stato ancora lanciato ufficialmente, sta riscuotendo già un discreto successo. Invitiamo, di conseguenza,  tutti gli ultras, ad inviarci il proprio materiale (foto, documenti, riflessioni, ecc..) all'email identitario.ultras@libero.it.
La nostra redazione provvederà a pubblicare il materiale più interessante tra quello pervenutogli (non possiamo, purtroppo, pubblicare tutto per motivi di spazio essendo questo uno spazio gratuito e quindi limitato).
Restiamo inoltre in attesa per ogni tipo di suggerimenti, consigli, critiche e quant'altro!

La Redazione

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